Spesso passano in secondo piano, in realtà i dettagli nell’arte sono fondamentali per capire fino in fondo il significato di un’opera d’arte.
Quando ci troviamo di fronte ad un’opera d’arte, sia essa di pittura, scultura e, anche, di architettura, di solito si fa un discorso generale sull’artista, la corrente di appartenenza, il suo stile, le sue caratteristiche, si spiega l’opera e poi… si passa oltre (spesso anche per mancanza di tempo o perché costretti per lasciare il posto ad altri fruitori), tralasciando, oserei dire, la parte più importante: i dettagli nell’arte.
Prima di passare a qualche esempio pratico, mi preme fare una precisazione: parlando di dettagli nell’arte, non mi riferisco ad un particolare bello (può essere un panneggio di un abito, la ricercatezza di un gioiello, l’acconciatura… mi riferisco a quel dettaglio che, isolato dal contesto del dipinto, spiega tutto il significato dell’opera e quello che l’artista ha voluto sottolineare.
I dettagli nell’arte: la chiave per capire l’opera
Spesso sono nascosti e solo un occhio attento riesce ad individuarli subito e portare lì l’occhio del visitatore.
Ma cosa considero come dettaglio?
Una parte del dipinto che contiene la chiave di lettura e, da solo, spiega il significato dell’opera senza dilungarsi troppo su tante spiegazioni che fanno da corollario al dipinto.
Attenzione: non voglio essere fraintesa.
Parlare dell’artista, del periodo storico in cui si trova ad operare, delle caratteristiche principali della sua arte e tecnica, raccontare l’episodio mitologico (se di un soggetto di mitologia si tratta), sono tutte cose fondamentali e imprescindibili.
A patto che si vada anche ad analizzare quel “qualcosa in più” che può passare inosservato.
Questo “qualcosa in più” può essere la pennellata, una parte del corpo, solitamente le mani o gli occhi, un gioiello che racchiude in sé il significato dell’opera e che diventa, quindi, veicolo di un messaggio nascosto … .
E’ vero però anche il contrario: non aspettiamoci di trovare sempre e ovunque il dettaglio che fa la differenza, a volte basta solo osservare la tecnica e comprenderne lo stile.
I dettagli nascosti… ma sotto i nostri occhi
Mi limiterò, ora, a fare qualche esempio pratico, in modo da applicare questo concetto alle opere d’arte.
Il primo quello immediato e più semplice: le mani nel Cenacolo di Leonardo dipinto nel refettorio della chiesa di S. Maria delle Grazie a Milano.
Questo penso lo sappiano tutti: le mani di Leonardo (e non solo) parlano.
Il dettaglio delle mani nel Cenacolo di Leonardo
Osservate l’opera isolando però le mani: solo seguendo i gesti, le movenze delle stesse, potete entrare pienamente nell’atmosfera del dipinto.
Le mani nel Cenacolo trasmettono i moti dell’animo, le reazioni individuali degli apostoli alla proclamazione della famose frase “uno di Voi mi tradirà”, vediamone qualcuna insieme:

Le mani nel Cenacolo di Leonardo sono fra i primi dettagli da osservare. In particolare al centro, notate le mani di Gesù, una ha il palmo rivolto verso l’alto, l’altra verso il basso
Gesù ha le mani aperte e distese sul tavolo: una è rivolta verso l’alto, l’altra verso il basso, un gesto di accettazione del proprio destino.
Giuda stringe con forza nella mano la destra il sacchetto con i trenta denari del tradimento, mentre con l’altra si allunga verso il pane in modo speculare a Cristo.

Passiamo a S. Pietro che,in modo concitato, si protende verso S. Giovanni brandendo un coltello con la mano destra, un gesto impulsivo di difesa; S. Giovanni, a sua volta, ha le mani intrecciate e si ritrae ascoltando le parole di Cristo.
Infine S. Andrea solleva le palme delle mani aperte verso l’alto, in un gesto di incredulità e stupore.



Ecco, allora, vedete spiegato il senso dell’opera: le emozioni, dettate da un qualcosa che magari noi diamo per scontato.
Si potrebbe parlare per un’ora del dettaglio delle mani, senza ancora nominare la vita di Leonardo, le sue ricerche, il suo stile, il fatto che abbia utilizzato i colori ad olio su muro e tutte le problematiche che ne sono conseguite.
… E le mani nella Vocazione di S. Matteo di Caravaggio
Ancora mani che parlano.
Entriamo nella cappella Contarelli nella Chiesa di S. Luigi dei Francesi … e ci troviamo di fronte alla splendida Vocazione di S. Matteo.

Lasciamo da parte tutto il discorso su Caravaggio: il realismo della sua arte, la luce, la sua biografia, la controriforma, perché le sue opere non sono state accettate dalla chiesa.
Andiamo subito lì, a guardare le mani.
Siamo all’interno di un’osteria.
La scena è illuminata dal filo di luce che entra dalla porta socchiusa.

Gesù protende subito la mano indicando Matteo (e qui Caravaggio ci lascia in forse su chi sia l’apostolo) Pietro riprende il gesto di Gesù e allunga la mano.

Secondo una prima lettura dell’opera, Matteo sarebbe il personaggio con la folta barba seduto al centro del tavolo che reitera il gesto di Cristo indicando con la mano se stesso (Dici a Me?), oppure (seconda ipotesi), indica il giovane seduto che avidamente sta contando delle monete (Chi, lui?)… .


Le tre mani solamente ci fanno leggere la scena che si svolge davanti ai nostri occhi.
Oltretutto se osserviamo la mano di Gesù, è parallela al raggio di luce che entra dalla porta lasciata aperta: la grazia divina entra nella vita dell’uomo, toccando tutti, anche i peccatori, rappresentati dal buio della taverna (la terra e i suoi peccati), e dal denaro che viene avidamente contato.
I dettagli nell’arte di Bronzino
Agnolo Bronzino è un artista talmente preciso e calligrafico che tutta la sua arte… può essere definita particolareggiata.
I particolari sono ovunque.
Per questo nel Ritratto di Lucrezia Panciatichi, mi piace parlare di dettaglio della collana.

Un distinguo molto sottile.
Qui il dettaglio è ancora in maniera più pregnante quello che ci trasferisce un messaggio.
Lucrezia è ritratta seduta, elegante nel suo abito di raso rosso, con ricco bavero intessuto di fili d’oro su cui spiccano due collane: la prima di perle con ricco medaglione gioiello, e la seconda costituita da una lavorazione a maglia su cui troviamo una serie di placchette ognuna con incisa una parola; leggendole in sequenza compone la frase Sans fin amour dure.



La tradizione vuole che questo sia un motto d’amore rivolto allo sposo Bartolomeo ma, se guardiamo bene il dipinto, spicca un altro dettaglio importante: la mano è appoggiata su un libro di preghiere: che l’amore sia rivolto anche verso Dio, data la grande spiritualità dei due coniugi?
Le cucitrici di Camicie rosse di Borrani: i dettagli dell’arredamento
Trasferiamoci nell’Ottocento.
Osserviamo il dipinto Cucitrici di Camicie rosse di Borrani.
Andiamo all’interno della stanza dove delle giovani donne stanno cucendo le camicie per i soldati garibaldini, versione al femminile degli ideali di patria e Risorgimento cantati dai Macchiaioli Toscani

Collezione privata
Tralasciamo la biografia dell’artista, il suo stile puro, calligrafico, perfettamente leggibile.
Andiamo nella parete in fondo a destra.
C’è un piccolo quadretto con una stampa. Non una stampa qualunque.

E’ una stampa di Garibaldi. Non è un dettaglio da poco, e non è stata messa lì a caso.
Certo la prima immediata lettura porta a: Stanno cucendo le camicie per i garibaldini e quindi mettiamoci la stampa di Garibaldi!
No, non è stata messa a caso.
Quel dettaglio ci racconta che quella stampa era presente in tutte le case dell’epoca, e che era proprio una caratteristica del periodo raccontato attraverso l’arte.
Ancora: osservate il dettaglio della freccia che funge da bastone per la tenda, e il grande fossile di conchiglia posto sulla credenza a destra.

Questi due dettagli ci portano dritti al legame con la letteratura francese, in particolare Madame Bovary di Flaubert: gli stessi oggetti sono descritti nella camera della Bovary: ci raccontano, quindi, di come Borrani, come molti dei Macchiaioli, era perfettamente al corrente delle novità letterarie dell’epoca e che in pittura porteranno quella volontà di Realismo e Naturalismo proprie delle correnti letterarie dell’epoca
Il dettaglio … che fa entrare nell’opera di Fattori
Siamo all’interno del Museo Civico Giovanni Fattori – Villa Mimbelli – a Livorno e ci troviamo di fronte al dipinto Un episodio della battaglia di San Martino.

Tralasciamo tutto il discorso di Fattori, delle Guerre di Indipendenza … (Questi dati sono importanti ma se ne parlerà in un secondo momento).
Andiamo a cercare il dettaglio che ci fa entrare nell’opera: e lo troviamo in basso a destra dove ci sono due tronchi spezzati posti in diagonale.

Seguiteli con lo sguardo, dove vi portano? Al centro della composizione, dove infuria la battaglia. Il senso di tutta l’opera.
Visto?
Ci avete mai fatto caso a questi particolari?
La lettura dell’opera diventa diversa, più dinamica e permette di cogliere pienamente lo spirito del dipinto.
Quegli occhi che dicono tutto…
In un ritratto quello che conta sono gli occhi; se quelli riescono come voglio, con l’espressione giusta, il resto viene da sé…
Corcos ci ha già dato la chiave per entrare nelle sue opere.
Questa è una frase che una delle figlie del pittore sentiva ripetere spesso al padre e che, fortunatamente, ci ha tramandato.
Gli occhi sono l’anima dei dipinti di Corcos.

Gli occhi per l’artista sono fondamentali, è questo il dettaglio più importante da osservare nei suoi dipinti
Certo il pittore livornese è ricordato anche per la maestria con cui rappresenta le stoffe e le scarpe di vernice: il taffetà è taffetà, guardando i suoi abiti lo si sente scivolare fra le dita, le scarpe di vernice quasi “stridono” da quanto sono realistiche ma, fidatevi, se andate a vedere una mostra su Corcos, guardate in sequenza gli occhi: sono espressivi, profondi, liquidi, penetranti, insomma contengono tutta l’anima del dipinto!
In conclusione i dettagli nell’arte…
Arrivati alla fine di questo piccolo, giocoforza data la lunghezza che deve avere l’articolo di un blog, excursus sui dettagli fondamentali che ci fanno comprendere l’opera con un significato più profondo, forse una domanda sorge spontanea riguardo ai dettagli nell’arte della … scultura…
Ecco farei un discorso diverso.
La scultura è una forma d’arte che rappresenta il soggetto a 360° quindi è più facile scorgere particolari che raccontano la maestria di un artista, come per esempio le vene nella mano del David di Michelangelo, il non finito michelangiolesco (anche se rientra di più nell’ambito della tecnica scultorea), o ancora gli splendidi particolari dell’opera del Bernini, o l’abilità nella resa del velo del Cristo Velato… ma lì parlerei proprio di particolari belli e perfettamente costruiti, piuttosto che di un qualcosa di fondamentale nell’arte, non escludendo che, comunque, qualche caso anche in scultura esiste.
Per esempio, sapete che dietro il volto del Perseo di Benvenuto Cellini, si cela il volto dell’artista?

Ultima cosa: attenzione a non confondere i dettagli dell’arte con i simboli: per esempio nelle tante immagini di Gesù Bambino, spesso quest’ultimo è rappresentato con un cardellino in mano … simbolo della sua futura Passione!
Ma il discorso sui Simboli dell’arte… è un’altra cosa!
Vi è piaciuto quest’articolo sui dettagli nell’arte?
Come sempre, aspetto un Vostro feedback, alla prossima!


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